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Il ruolo delle ricerche come elemento di sviluppo e di crescita del Paese

Intervista a Enzo Frasio, Presidente di Assirm

Fondazione FAIR
Fondazione FAIRPubblicato il 2 aprile 2026
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Nel dibattito pubblico italiano si parla spesso di fenomeni complessi con grande intensità e poca misura. Quando entrano in gioco temi sensibili, il rischio è che prevalgano percezioni, posizioni ideologiche o letture parziali. In questi contesti, la qualità della ricerca diventa un elemento decisivo: non solo per comprendere meglio i comportamenti, ma per costruire decisioni più equilibrate e informate.

Per approfondire il ruolo della ricerca nei settori ad alto impatto sociale e riflettere sul valore del metodo in un’epoca dominata da opinioni e polarizzazione, abbiamo intervistato Enzo Frasio, Presidente di ASSIRM, l’associazione che rappresenta in Italia le aziende di ricerche di mercato, sociali e di opinione. Manager con una lunga esperienza nel settore delle ricerche e dell’analisi dei dati, Frasio ha ricoperto ruoli di responsabilità in primarie società internazionali del comparto, contribuendo allo sviluppo di modelli avanzati di misurazione e interpretazione dei comportamenti dei consumatori. Nel suo ruolo in ASSIRM promuove la qualità metodologica, la trasparenza e l’adozione di standard elevati nella produzione e nell’utilizzo dei dati a supporto delle decisioni economiche e pubbliche.

1. Come nasce la sua visione che la ricerca rappresenti una vera infrastruttura per il Paese? Perché è così importante investire nella ricerca oggi?

In ASSIRM consideriamo la ricerca una vera e propria risorsa a valore aggiunto per il Paese, perché aiuta a rendere possibile una lettura strutturata, attendibile e continuativa della realtà economica e sociale.

La ricerca di mercato, sociale e i sondaggi di opinione consentono di trasformare dati, comportamenti e percezioni delle persone in conoscenza utile per il processo decisionale, riducendo l’incertezza e migliorando la qualità delle scelte.

Investire oggi in ricerca significa rafforzare la capacità del sistema Paese di comprendere fenomeni complessi, anticipare i cambiamenti e sostenere la definizione di politiche pubbliche e strategie aziendali basate su evidenze concrete e data-driven. È un investimento che incide sulla competitività, sulla qualità delle decisioni e sul rapporto di fiducia tra istituzioni, imprese e cittadini.

2. Quanto è importante oggi ascoltare le persone e studiarne i comportamenti reali per comprendere fenomeni complessi?

È un elemento centrale. La complessità dei fenomeni sociali ed economici richiede strumenti capaci di andare oltre le semplificazioni e di cogliere la distanza che spesso esiste tra ciò che le persone dichiarano e ciò che fanno realmente.

La ricerca di mercato e sociale, attraverso metodologie quantitative e qualitative integrate, permette di ascoltare in modo rigoroso e sistematico le persone e di analizzarne i comportamenti reali. Questo approccio è essenziale per comprendere le dinamiche profonde che guidano le scelte individuali e collettive e per progettare interventi realmente efficaci e sostenibili nel tempo.

3. Stiamo assistendo a una crescita delle comunicazioni sul gioco responsabile. Quando una comunicazione ha finalità sociali, quanto diventa importante misurarne l’efficacia attraverso la ricerca?

Quando una comunicazione ha finalità sociali, la misurazione della sua efficacia diventa un dovere metodologico e culturale. Non basta valutare la visibilità o la diffusione del messaggio: è fondamentale capire se viene compreso, se produce cambiamenti di atteggiamento, se influenza i comportamenti e se genera effetti coerenti con gli obiettivi dichiarati.

La ricerca consente di valutare l’impatto delle comunicazioni sociali attraverso indicatori oggettivi, metodi validati e processi trasparenti. Misurare significa assumersi la responsabilità di migliorare continuamente le strategie di comunicazione e di fondarle su evidenze oggettive, evitando approcci puramente dichiarativi o autoreferenziali.

4. Quanto è matura oggi in Italia la cultura del dato nelle decisioni pubbliche? Esiste, secondo lei, un dialogo sufficiente tra ricerca e decisori pubblici?

La cultura del dato nelle decisioni pubbliche in Italia è in crescita. Esiste una maggiore disponibilità di dati, ma non sempre questi vengono integrati in modo sistemico in tutti i processi decisionali.

Il dialogo tra ricerca e decisori pubblici è presente, e può essere sicuramente rafforzato. La ricerca è da molti stakeholder considerata parte integrante del ciclo delle politiche pubbliche: dalla progettazione alla valutazione degli impatti.

In questo senso, le ricerche di mercato, le ricerche sociali e i sondaggi di opinione rappresentano uno strumento essenziale per mantenere le decisioni pubbliche ancorate ai bisogni reali delle persone e alla loro evoluzione nel tempo. Come comparto, auspichiamo quindi che questo dialogo continui e si rafforzi ulteriormente nel prossimo futuro.

5. Perché è importante la collaborazione tra ASSIRM e Fondazione FAIR su temi di ricerca legati ai comportamenti e all’impatto sociale?

La collaborazione tra ASSIRM e Fondazione FAIR è importante perché mette in dialogo ricerca applicata, metodo e innovazione tecnologica.

I comportamenti umani e l’impatto sociale delle tecnologie non possono essere interpretati esclusivamente attraverso modelli teorici o algoritmi: richiedono dati di qualità, disegni di ricerca rigorosi e una solida capacità interpretativa.

Il contributo della ricerca di mercato e sociale è proprio quello di portare metodo, responsabilità ed esperienza applicativa nello studio dei comportamenti, contribuendo allo sviluppo di sistemi e politiche sempre più efficaci  e quindi centrate sulle persone e sui nuovi e mutevoli contesti sociali.

6. Il Forum ASSIRM di giugno riunisce il mondo della ricerca, delle aziende e delle istituzioni. Qual è il messaggio chiave che dovrebbe emergere quest’anno per rafforzare la cultura della ricerca nel Paese?

Il messaggio chiave del Forum ASSIRM di quest’anno è che la conoscenza non coincide con la semplice disponibilità di dati, ma nasce dalla capacità di interpretarli, integrarli e trasformarli in scelte consapevoli. Il filo conduttore del Forum – “Shaping Visions. Agire nel presente, orientando il futuro attraverso la Ricerca” – richiama proprio questo passaggio cruciale: dai dati alla comprensione, dalla comprensione all’azione.

In un contesto segnato da accelerazione tecnologica, complessità e moltiplicazione delle fonti informative, la ricerca di mercato, sociale e di opinione svolge un ruolo fondamentale nell’aiutare imprese e istituzioni a orientarsi, non semplicemente a reagire. Il Market Research Forum 2026 vuole ribadire che la ricerca è lo spazio in cui le informazioni diventano visione strategica, grazie al metodo, alla qualità dei dati, all’uso consapevole della tecnologia e alla capacità interpretativa.

Rafforzare la cultura della Ricerca nel Paese significa quindi riconoscerne il valore come infrastruttura conoscitiva permanente, capace di sostenere decisioni più solide, politiche più efficaci e strategie di crescita nel tempo. Il Market Research Forum ASSIRM si conferma come un luogo di dialogo tra mondi diversi – ricerca, imprese, istituzioni – per costruire questa visione comune e promuovere un uso maturo e responsabile della conoscenza.

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